Oca Nera Rock

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Isola Rock 2024 | Day 03 | O.R.k.

Isola Rock è uno di quei festival spesso e volentieri definiti minori, ma che minori lo sono solo perché poco noti e meno pubblicizzati di eventi dalla ben più ampia risonanza mediatica, tipicamente legata al coinvolgimento di nomi di richiamo. Ma è sufficiente dare una rapida occhiata al bill che è stato approntato quest’anno per comprendere quanta passione e cultura musicale ci sia dietro ad una manifestazione che fa della qualità il proprio punto di forza.

Organizzato dall’associazione culturale e di volontariato I BUTEI di Isola della Scala (VR) ed allestito in seno al Palariso – un’eccellente area espositiva dall’indubbio fascino architettonico – Isola Rock è un evento gratuito i cui proventi vengono poi devoluti a sostegno di iniziative benefiche locali. E per quanto la musica con il suo variegato cartellone multi-genere sia la sua principale attrattiva, Isola Rock gode di un contorno extra-concertistico che prevede, tra l’altro, conferenze a tema (interessante, per esempio, la presentazione del libro sui serial killer a cura di Trevor, il front-man dei Sadist), un mercatino dedicato al vinile, svariati stand di artigianato home-made ed ovviamente quanto necessario per rifocillarsi tra un concerto e l’altro, con particolare menzione per l’ottima birra artigianale che viene servita nell’apposito spazio.

Il cartellone musicale di questa edizione 2024 prevede un warm-up e tre giornate a tema, che vedrà salire sul palco del Palariso sia gruppi emergenti che affermate realtà locali ed internazionali, tra i cui citerei senza dubbio i veterani Epitaph e Novembre, passando per i  Jelusick di Dino Jelusick, attualmente uno dei vocalist metal più gettonati e ricercati del pianeta, giovanissimo ma con già alle spalle collaborazioni di peso notevole (Whitesnake, Trans-Siberian Orchestra, Whom Gods Destroy). Avrei gradito presenziare all’intera manifestazione ma potendomi permettere un’unica giornata, ho scelto quella prog-oriented di domenica, giusto perché più affine alle mie coordinate musicali. Per le altre giornate, comunque, potete vedere com’è andata attraverso le gallery fotografiche della nostra Giulia Di Nunno.


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Isola Rock 2024 | Day 02 | Novembre
Isola Rock 2024 | Day 03 | Jelusick
LIVE GALLERY | ISOLA DELLA SCALA (VR) 2024

Ad aprire la domenica di Isola Rock sono i bolognesi Inner Vitriol, fautori di un prog-metal a tinte dark, che nello spazio a disposizione ci propongono i quattro brani che possiamo trovare nel loro recente “Live In Moscow”, tra cui la splendida ‘Endless Spiral’ ma anche una personale rilettura di ‘Impressioni Di Settembre’ della PFM, con menzione obbligatoria per l’ottima performance vocale del front-man Gabriele Gozzi.

Inner Vitriol

Durante il cambio palco mi avventuro tra le bancherelle dei dischi, cosa che avrei dovuto assolutamente evitare perché ancora una volta non sono riuscito a tornare a casa a mani vuote, vado quindi a depositare il ‘bottino’ in macchina per poi assistere all’esibizione dei G.O.L.E.M., sicuramente uno dei motivi che giustificano la mia presenza odierna in quel di Isola Della Scala. Ho letteralmente adorato il loro album d’esordio “Gravitational Object Of Light, Energy and Mysticism”, uno splendido affresco di hard progressive settantiano con derive psych, non a caso pubblicato dalla nota label genovese Black Widow Records, specializzatissima proprio in sonorità di questo genere.

La peculiarità della band sta nell’assenza di chitarre, troviamo infatti due sublimi tastieristi come Paolo ‘Apollo’ Negri (organo e synths, attualmente in forza anche ai piacentini Da Captain Trips) ed Emil Quattrini (piano elettrico e mellotron), coadiuvati dalla sezione ritmica composta dal bassista Marco Zamatti e dal batterista Francesco Lupi. Alla voce, l’amico Marco Vincini, noto anche come attuale cantante dei Mr Punch, la tribute band dei Marillion dell’era Fish. Il tiratissimo set dei G.O.L.E.M. ci offre subito una graditissima sorpresa: due brani ancora inediti, tratti da quello che sarà “Gathering Of The Legendary Elephant Monsters”, il nuovo album della band in uscita il 27 settembre, ancora una volta per Black Widow Records.

I due pezzi in questione sono la title-track e ‘Mechanical Evolution’ – inutile dire che la curiosità e l’aspettativa per questo secondo parto golemiano è salita immediatamente alle stelle. Esaurite le novità, la band ci ha deliziato con quattro tracce tratte dall’ottimo debut, con doverosa menzione per il lungo brano che dà il titolo all’album, ed il trittico iniziale ‘composto da ‘Devil’s Ghost’, ‘Five Obsidian Suns’ e ‘The Logan Stone’. Eccellente la performance della band, caratterizzata da un sound pieno e rutilante, con le tastiere a rincorrersi libere e selvagge sul tappeto ritmico intessuto da Zamatti e Lupi, ed un Vincini che racchiude in sé tutte le caratteristiche di come dovrebbe stare sul palco un front-man progressive, senza ovviamente dimenticare la potenza della sua prova vocale. Davvero un set entusiasmante che ha ben coinvolto un pubblico non numerosissimo ma decisamente partecipe.

WUCAN

Terzi ospiti sul palco, direttamente da Dresda un’altra nostra vecchia conoscenza: i WUCAN, retro-rockers deluxe guidati da quella forza della natura che è Francis Tobolski, con il loro peculiare sound che parte dall’hard rock per addentrarsi nello stoner psichedelico e nel progressive, non disdegnando di quando in quando virata neanche troppo nascosta in campo folk. Quello di oggi è solo l’ultimo dei numerosi loro concerti a cui ho già assistito, ed ancora una volta ne sono uscito entusiasta, nonostante la scaletta abbia ricalcato abbastanza da vicino quella del concerto al Bloom di Mezzago dello scorso anno.

Francis è un autentico animale da palcoscenico, la sua performance vocale è stata ancora una volta impeccabile, ed è sempre una gioia per gli occhi e per le orecchie vedere la disinvoltura e la naturalezza con cui passa dal flauto alla chitarra al theremin, sfoggiando tutto il campionario di mosse da palco a cui ci ha sempre abituato. Non da meno è il resto della band, con l’ottima prova alla chitarra di Tim George e la solida base ritmica fornita da Alexander Karlisch (basso) e Phil Knofel (batteria). Attualmente stanno scrivendo e registrando il nuovo album, che mi aveva fatto sperare in qualche anticipazione che in realtà non c’è stata. Poco male perché nel repertorio della band c’è tanto buon materiale che bene o male la scaletta ‘buona’ riesce a tirarla fuori sempre.

Oggi abbiamo avuto almeno quattro pezzi dall’ultimo disco “HerecticTongues”, tra cui il singolo ‘Don’t Break The Oath’ e ‘Far And Beyond’, ed un paio di pezzi da ognuno dei dischi precedenti. Grandi applausi al termine di un’esibizione elettrizzante, in attesa che il nuovo album prenda forma e li riporti in tour, un tour a cui, ancora una volta, cercherò di non mancare.

Il ruolo di headliner della giornata tocca agli O.R.k., il supergruppo che vede protagonisti il nostro LEF (Lorenzo Esposito Fornasari, voce e chitarra), l’ex-bassista dei Porcupine Tree Colin Edwin, Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi alla chitarra e quella semi-divinità batteristica che è Pat Mastelotto (King Crimson e Mr. Mister per citarne giusto due). In realtà oggi Mastelotto brilla per la sua assenza in quanto in altre faccende affaccendato, ed al suo posto troviamo un altro nostro connazionale, Alessandro Vengoni dei Bologna Violenta di Nicola Manzan.

Nell’ora e mezza di concerto sono stati ampiamente presentati gli ultimi due album “Ramagehead” e “Screamnasium”, riservando per il finale di concerto due brani più ‘anziani’ come ‘No Need’ (dall’album d’esordio “Inflamed Rites”, recentemente ristampato in versione rimasterizzata) ed una bellissima ‘Dirty Rain’ da “Soul Of An Octopus”. Performance impeccabile anche la loro, con un LEF padrone assoluto del palco, con quella voce cornelliana che quando spinge, ti mette i brividi ed il solito serafico Colin Edwin, che passa con disinvoltura da addetto al merch a bassista fenomenale di due tra le band più innovative che il genere abbia partorito. Se nel vostro prog gradite una generosa spruzzata di alternative, non fateci scappare i loro dischi e, soprattutto, le loro eccellenti performance live.

Si conclude così l’edizione 2024 di Isola Rock, un festival tanto anomalo quanto interessante, in cui vengono sapientemente abbinati nomi emergenti e solide realtà, in un contesto dal carattere quasi famigliare in cui rilassarsi, sorseggiare una birra mentre sul palco di fronte a noi si alternano alcune tra le formazioni più interessanti di questi ultimi anni. Salgo in macchina e faccio rotta verso Milano, ripassando mentalmente i bei momenti vissuti nel corso della giornata, consapevole che il prossimo anno, molto probabilmente, sarò di nuovo qui.

Isola Della Scala (VR), 19 Maggio 2024

Photo Gallery

© Giulia Di Nunno

O.R.k.

WUCAN

G.O.L.E.M.

Inner Vitriol

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